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Il recupero del credito in Europa

La Corte d’Appello di Torino in data 23 febbraio 2012 ha revocato un certificato di titolo esecutivo europeo concesso dal Tribunale di Alba ai sensi del Regolamento (CE) n. 805/2004 del Consiglio, del 21 aprile 2004, che istituisce il titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati (di seguito denominato “Regolamento”).

Un’analisi di questo provvedimento può essere utile alle imprese italiane che intrattengono rapporti di natura commerciale con soggetti provenienti da altri Stati membri dell’Unione Europea.

Il titolo esecutivo europeo è un documento che conferisce al soggetto che lo detiene il diritto di vedere eseguito nei confronti della sua controparte quanto ivi disposto (per esempio il pagamento di una somma).

In particolare, è uno strumento attraverso cui un soggetto può chiedere direttamente l’esecuzione del suo diritto nei vari Paesi dell’Unione Europea, poiché le disposizioni del Regolamento che lo istituisce permettono di evitare di instaurare in questi Paesi un altro processo intermedio per portare a termine l’esecuzione (nell’ottavo considerando del Regolamento si legge: “La decisione giudiziaria certificata titolo esecutivo europeo dal giudice d’origine dovrebbe essere trattata, ai fini dell’esecuzione, come se fosse stata pronunciata nello Stato membro dove si chiede l’esecuzione”).

I titoli che possono essere certificati come titoli esecutivi europei sono, ai sensi del Regolamento (art. 3, n. 1), le decisioni giudiziarie, le transazioni giudiziarie e gli atti pubblici aventi ad oggetto crediti non contestati.

Una volta che un soggetto abbia a proprie mani uno degli atti sopra elencati, potrà chiederne la certificazione come titolo esecutivo europeo, mediante istanza al giudice del Paese di origine, e cioè quello in cui il titolo si è formato.

In particolare, con riguardo alle decisioni giudiziarie aventi ad oggetto crediti non contestati, la certificazione potrà essere ottenuta nel caso in cui:

  • tale decisione sia esecutiva nello Stato membro in cui è stata emessa
  • la stessa non sia in conflitto con le norme riguardanti la competenza giurisdizionale in materia assicurativa e esclusiva dettate dal Regolamento (CE) n. 44/2001
  • in materia di contratti conclusi con i consumatori, il procedimento si sia svolto secondo i requisiti fissati per la non contestazione del credito dal Regolamento, nonché presso il domicilio del consumatore, il quale deve essere allo stesso tempo il debitore.

Una volta che il titolo esecutivo abbia ottenuto la certificazione che ne rende possibile l’esecuzione, quest’ultima potrà avvenire nello Stato membro di interesse, senza la necessità di alcun altro passaggio intermedio per il riconoscimento o l’esecuzione stessa.

Il Regolamento prevede norme minime finalizzate a disciplinare i requisiti che un titolo esecutivo deve avere per poter essere certificato come titolo esecutivo europeo. Queste ultime riguardano la necessaria notificazione da parte del creditore della domanda giudiziale o dell’atto equivalente al debitore (articoli da 12 a 15 del Regolamento), nonché le informazioni da fornire alla stessa circa i dati delle parti, l’importo del credito, l’eventuale richiesta di pagamento degli interessi (con relativo tasso d’interesse e il periodo per il quale sono richiesti), una dichiarazione riguardante le motivazioni della domanda, gli adempimenti procedurali che il debitore può porre in essere per poter contestare il credito (il termine entro cui contestare, il nome, l’indirizzo dell’istituzione a cui deve essere data una risposta, l’eventuale obbligo di essere assistiti da un avvocato) e le conseguenze della mancanza di un’eccezione e l’informazione circa la possibilità che la decisione in oggetto venga resa esecutiva contro il debitore stesso con le responsabilità delle spese connesse al procedimento a suo carico (articoli 16 e 17 del Regolamento).

Infine, come stabilito dall’art. 19 del Regolamento, una decisione giudiziaria può essere certificata come titolo esecutivo europeo solo se il debitore, secondo quanto disposto dalla legge del Paese in cui tale decisione è stata emessa, è legittimato a richiederne il riesame. Ciò è possibile quando l’atto da certificare sia stato notificato senza prova di ricevimento da parte del debitore, ai sensi dell’art. 14 del Regolamento e la notificazione non sia stata effettuata in tempo utile a consentirgli di presentare le proprie difese per ragioni a lui non imputabili, o quando il debitore non abbia avuto la possibilità di contestare il credito a causa di forza maggiore o situazioni eccezionali, purchè in entrambi i casi agisca tempestivamente.

Il Regolamento prevede, inoltre, l’istituto della revoca del certificato di titolo esecutivo europeo, il quale opera qualora il certificato medesimo sia stato concesso per manifesto errore, ed a seguito della violazione dei requisiti previsti dal Regolamento come sopra descritti.

Esempio

L’impresa A, fornitore di materiali per l’edilizia, vanta un credito non contestato nei confronti della società B di diritto francese, e, conseguentemente, si rivolge all’autorità giudiziaria italiana, mediante ricorso redatto, nel rispetto dei requisiti minimi di cui al Regolamento sopra esposti, per ottenere un’ingiunzione di pagamento nei confronti di quest’ultima, che non si oppone e rimane contumace o non contesta completamente l’ingiunzione.

Una volta ottenuto il decreto ingiuntivo, Tizio, rispettando le norme relative alla notificazione al debitore, potrà ottenere la certificazione del titolo come titolo esecutivo europeo, presentando istanza ad hoc al giudice che ha emesso lo stesso decreto di ingiunzione di pagamento (il Tribunale italiano). Tale certificazione permetterà di vedere eseguito quanto disposto dal titolo, in via diretta e senza alcuna altra procedura intermedia per il suo riconoscimento o esecuzione, in Francia.

La sussistenza dei requisiti può essere sindacata in Appello, una volta che il Tribunale di primo grado abbia concesso la certificazione del titolo. Per esempio, la Corte d’Appello di Torino spiega efficacemente che nel caso in cui vengano violati i requisiti minimi per l’ottenimento del titolo esecutivo europeo, si rientra nella fattispecie disciplinata dall’art.10 del Regolamento, la quale attiene alla revoca del sopra citato titolo.

Nel caso di specie, la parte che ha proposto il ricorso per revoca, una società di diritto belga, ha basato la propria richiesta su vizi di forma riguardanti il titolo esecutivo emesso nei suoi confronti dal Tribunale di Alba, nel caso concreto, un decreto ingiuntivo.

Risultava, infatti, la mancata ottemperanza alle norme che il soggetto che intende ottenere una certificazione al livello europeo di un titolo esecutivo è tenuto a rispettare.

Nel caso di specie, si reclamava la mancata notificazione, prevista dagli articoli 13 e seguenti del Regolamento, nonché la mancata indicazione al debitore degli adempimenti procedurali per contestare il credito (es. nome, indirizzo dell’istituzione alla quale proporre la contestazione, l’eventuale obbligo di essere rappresentati da un avvocato).

A parere della Corte, i requisiti contemplati dalle norme minime di cui al Regolamento sono “concorrenti alla formazione di una del credito reale ed effettiva, non già soltanto apparente”.

Oltre alla disposizione della revoca del certificato di titolo esecutivo europeo, la Corte d’Appello di Torino ha statuito che le spese processuali del procedimento dovessero essere interamente poste a carico della parte soccombente italiana che aveva ottenuto il titolo esecutivo viziato.

La comprensione del caso può essere di utilità alle imprese italiane nel momento in cui si vedano notificare un titolo esecutivo da certificare come titolo esecutivo europeo. Essenziale è non sottovalutare la richiesta e prestare la massima attenzione al rispetto da parte della controparte (il creditore) delle formalità richieste per il rilascio del certificato stesso.

Spesso accade, infatti, che gli aspetti formali vengano trascurati proprio perché tali. Tuttavia, in questo caso si rivela di notevole utilità, esistendo lo strumento della revoca del certificato di titolo esecutivo europeo, effettuare un accurato controllo.

Articolo di: Cristina Martinetti e Elisabetta Mura – Fonte Newsmercati

 

 

 

 

The Court of Appeal of Turin on February 23, 2012 revoked a European Enforcement Order certificate granted by the Court of Alba in accordance with Regulation (EC) No . 805/2004 of the Council of 21 April 2004 creating a European Enforcement Order for uncontested claims ( hereinafter referred to as “Regulations”) .
An analysis of this measure may be useful to Italian firms that maintain commercial relationships with entities from other Member States of the European Union .

The European Enforcement Order is a document that gives the person who holds the right to see run against his party as herein provided ( for example the payment of a sum ) .

In particular , it is an instrument through which a person can apply directly for the implementation of its law in the various countries of the European Union , since the provisions of the Regulation establishing it possible to avoid in these countries establish another intermediate process to bring out the execution ( in the eighth recital of the Regulation states: ” A judgment certified as a European Enforcement Order by the court of origin should be treated, for the purposes of enforcement as if it had been delivered in the Member State where the appellant seeks to ‘ execution “).

Securities that can be certified as a European Enforcement Order are , pursuant to the Regulation (Article 3 , no. 1), judgments, court settlements and authentic instruments concerning uncontested claims.

Once a person has in his hands one of the acts listed above , you can ask for certification as a European Enforcement , by application to the court of the country of origin , namely that in which the qualification was formed .

In particular, with regard to judgments concerning uncontested claims , the certification can be obtained in the event that :

that decision is enforceable in the Member State in which it was issued
the same is not in conflict with the rules governing jurisdiction in matters relating to insurance and exclusively dictated by Regulation (EC) no. 44/2001
in respect of contracts concluded with consumers , the procedure was conducted according to the requirements laid down for not contesting the claim by the Regulations , as well as at the consumer’s home , which must be at the same time the debtor .
Once the writ of execution has been certified , which makes it possible to perform , it may take place in the Member State of interest, without the need for any other intermediate step for the recognition or enforcement thereof.

The Regulation provides for minimum standards aimed at regulating the requirements that a writ of execution must have in order to be certified as a European Enforcement Order. These concern the notification required by the creditor instituting the proceedings or an equivalent document of the borrower ( Articles 12 to 15 of the Regulations) , as well as the information to be provided to the same data about the parties, the amount of the claim , the ‘ any request for payment of interest ( with its interest rate and the period for which they are requested), a statement of the reason for the claim , the procedural steps that the debtor may be put in place to be able to contest the claim (the term within which to contest , the name , address of the institution to which an answer must be given , any requirement to be assisted by a lawyer ) and the consequences of failing to object and information about the possibility that the decision in question is made ​​enforceable against the debtor with the liability for costs related to the proceedings against him ( articles 16 and 17 of the Regulations) .

Finally , as stated by art. 19 of the Regulation, a judgment can be certified as a European Enforcement Order if the debtor , as provided by the law of the country where such a decision has been issued , shall be entitled to request the review . This is possible when the act has been notified by certified without proof of receipt by the debtor , pursuant to art . 14 of the Regulations and the service was not effected in sufficient time to enable him to arrange for his defense , for reasons not attributable to him , or when the debtor was prevented from objecting to the claim by reason of force majeure or exceptional circumstances , provided in either case that he acts promptly .

The Regulation also provides for the institution of the withdrawal of the European Enforcement Order certificate , which operates if the same certificate has been granted for manifest error , and as a result of violation of the requirements of the Regulations as described above.

example

Company A , a supplier of building materials , boasts an uncontested claim against the company B under French law, and, consequently , turns Italian judicial authority by recourse prepared in compliance with the minimum requirements of Regulations set out above , to obtain an order for payment in respect of the latter, which is not opposed and remains in default or not completely deny the injunction .

Once you have obtained the injunction , Tom, complying with the rules relating to notification of the debtor , you can get certified as a European Enforcement of the title , presenting an ad hoc judge who issued the decree of injunction of payment ( Italian Court ) . This certification will allow you to see made ​​to the provisions of title , directly and without any other intermediate procedure for its recognition or enforcement in France.

That the requirements can be reviewed on appeal , once the Court of First Instance granted the certificate of title. For example, the Court of Appeal of Turin effectively explains that in case of any violation minimum requirements for obtaining a European Enforcement Order , you fall in this case governed by Article 10 of the Regulation , which relates to the withdrawal of above mentioned title.

In this case , the party who brought the action for revocation, a Belgian company , has based its request on procedural defects regarding the enforcement issued against him by the Court of Alba, in the particular case, an injunction .

It appeared , in fact, a failure to comply with the rules that the party wishing to obtain a certification to the level of a European Enforcement Order is required to comply .

In the present case , it is claimed the failure to notify , as provided by Articles 13 and following of the regulations, and failure to indicate to the debtor of the procedural requirements for contesting the claim (eg name, address of the institution to which propose the dispute, the ‘ any obligation to be represented by a lawyer) .

In the opinion of the Court , the requirements covered by the minimum standards set out in the Rules are ” competitors in the formation of a credit real and effective , and not merely apparent .”

In addition to the provision of the withdrawal of the European Enforcement Order certificate , the Court of Appeal of Turin ruled that the legal costs of the proceedings should be entirely borne by the losing party that had won the Italian title executive spoiled.

The understanding of the case can be of use to the Italian companies at the moment when you see notify an enforcement order to be certified as a European Enforcement . It is essential not to underestimate the demand and pay close attention to compliance by the other party ( the lender ) the formalities required for the issuance of the certificate.Often , in fact, that the formal aspects are neglected because such. However, in this case proves to be very useful , as there are the instrument of withdrawal of the European Enforcement Order certificate , perform a thorough inspection .

Written by: Cristina Martinetti and Elisabetta Mura – Source Newsmercati

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